ZONA DI COMFORT: LA NOSTRA PRIGIONE IMMAGINARIA

In questo articolo introduciamo un concetto molto importante, quello della cosiddetta zona di comfort.

Se mi avete seguito finora avrete iniziato a mettere in pratica i suggerimenti per rafforzare la vostra autodisciplina. Magari sarete impegnati quotidianamente con l’applicazione di determinate attività.  Il darsi dei compiti (non importa quali) e rispettarli fa accrescere in voi la sensazione di essere in controllo della vostra vita.

Siete sempre più padroni di quello che accade nelle vostre giornate e sempre meno in balia degli eventi esterni.

Parlando dello sviluppo dell’autodisciplina ho parlato di tipi di attività che potete fare. Ho però volutamante escluso una categoria molto ampia di attività, cioè quelle che ci provocano ansia e ci mettono a disagio.

Tutte queste attività stanno al di fuori della nostra zona di comfort, che è invece costituita dall’insieme delle attività che eseguiamo senza che esse ci mettano pressione.

Sono solitamente attività che pratichiamo più o meno regolarmente e che conosciamo bene. Se agiamo in un certo modo sappiamo cosa aspettarci, perché l’abbiamo già sperimentato, e quindi non c’è motivo di provare timore.

Accrescendo l’autodisciplina tramite l’esecuzione di attività nella nostra zona di comfort indeboliamo le nostre paure, che però rimangono, perché hanno a che fare con attività fuori dalla zona.

Se nelle nostre giornate vorremmo fare certe cose, ma non le facciamo perché abbiamo paura (anche se magari non ne siamo consapevoli), non saremo mai completamente soddisfatti della nostra vita.

Nell’articolo sui concetti fondamentali ho parlato del fatto che possiamo considerare le paure in modi diversi. O come cose “negative” che ci limitano e che quindi vanno superate, o come mezzi “positivi” che abbiamo a disposizione per migliorarci.

Il secondo approccio è preferibile perché ci porta ad avere un rapporto positivo con le nostre paure, ad essere amici con loro. Le paure ci sono per darci una mano, possiamo imparare ad utilizzarle per raggiungere i nostri scopi. A quel punto la loro utilità cesserà e se ne andranno.

Con questa mentalità è sicuramente più facile affrontare le nostre paure andando fuori dalla zona di comfort. In questo modo gradualmente la zona si espanderà e acquisiremo sempre maggiore autostima e sicurezza nei nostri mezzi (tra le altre cose).

Ora magari starete pensando che tutto ciò non possa prescindere da una caratteristica essenziale che occorre avere: il coraggio.

Fortunatamente no, il coraggio può aiutare ma non è essenziale.

È essenziale, come ho già detto, o avere una forte motivazione o una buona autodisciplina. Se vi mancano queste cose ma sentite di avere coraggio e voglia di “lanciarvi”, potete naturalmente provare. Il rischio è quello di agire per un po’ e poi lasciar perdere o agire ma non costantemente e quindi poco efficacemente.

Per questo è importante arrivare ad aver prima un buon livello di autodisciplina.

A quel punto vi basterà aggiungere alla vostra agenda un’attività quotidiana chiamata  per esempio “andare fuori dalla zona di comfort”. Quindi applicare il metodo dei piccoli passi per decidere quali attività eseguire.  In questo modo l’ansia che proverete prima di agire sarà sempre sufficientemente bassa da non bloccarvi, e non avrete bisogno di essere dei cuor di leone. Volendo si possono inoltre applicare una serie di tecniche mentali che variano da caso a caso per abbassare la tensione.

Notate che ho detto abbassare, non annullare. Un po’ di ansia la proveremo sempre (ma è soprattutto questo il bello come vedremo), almeno fino a che l’attività non entrerà stabilmente a far parte della vostra quotidianità.

Questo articolo vuole solo essere un’introduzione all’argomento. Volendo lo si può sviscerare in lungo e in largo, anche in relazione all’area della vita in cui vogliamo migliorare e alle relative possibili attività.

Un ultimo concetto, se decidiamo di migliorare in una determinata area questo avrà ricadute positive anche su tutte le altre.  Per esempio se decidiamo di migliorarci nei rapporti con l’altro sesso questo migliorerà anche i rapporti con i nostri colleghi sul lavoro.

Se c’è un campo in cui ci teniamo particolarmente a cambiare è conveniente iniziare da lì. Altrimenti secondo il principio dei piccoli passi possiamo iniziare dal campo meno impegnativo.

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