CONTROLLO: SENTIRSI PADRONI DI SE STESSI.

Ho citato più volte il controllo, ma cosa si intende esattamente con mantenere il controllo? o col perderlo?

L’espressione “perdere il controllo” viene utilizzata quando ci arrabbiamo, ma sarebbe più corretto parlare di diminuzione del controllo.

Il controllo non è qualcosa che si ha o non si ha, è qualcosa che si può avere in misura maggiore o minore, e questo può variare anche molto a seconda del momento specifico che stiamo vivendo.

Il controllo ha a che fare con il rapporto che abbiamo col nostro stato emotivo e mentale nell’attimo presente.

Ci sono due concetti importanti in quest’affermazione. Il primo è che il controllo si riferisce esclusivamente all’attimo presente, a come stiamo vivendo il presente, non a come abbiamo vissuto il passato o vivremo il futuro. Questo significa che per aumentare il controllo occorre focalizzarsi esclusivamente sull’ora.

Il secondo è che il controllo non ha a che fare direttamente col nostro stato emotivo e mentale, ma col rapporto che abbiamo col nostro stato interiore. Può sembrare la stessa cosa, ma vi è una differenza fondamentale.

Nell’articolo sui concetti fondamentali ho parlato di come il problema non siano le emozioni “negative”, ma il fatto che noi consideriamo quelle emozioni come “negative”, cioè come qualcosa che ci limita, non ci fa star bene e di cui vorremmo liberarci. Il considerarle in questo modo le rende nocive, ma le emozioni di per sé sono neutre, non positive o negative.

Quando abbiamo un rapporto conflittuale col nostro stato emotivo o mentale il controllo diminuisce, cioè pensieri ed emozioni tendono a prendere il controllo su di noi. Il nostro comportamento non è quello che vorremmo, ma è come se fosse guidato da un’entità esterna, è come se fossimo marionette alla mercé di un burattinaio.

Ma noi in ogni istante siamo liberi di decidere che rapporto avere con le nostre emozioni e pensieri.

Supponiamo per esempio di trovarci in una situazione che ci provoca ansia e disagio (per esempio quando andiamo fuori dalla nostra zona di comfort). Possiamo prendercela con noi stessi e accusare l’ansia che probabilmente andrà a rovinare i nostri piani. Oppure possiamo vivere e goderci il momento, con tutto il suo corredo di emozioni associate. L’emozione è molto intensa? Meglio, ciò facilita l’attaccamento al presente. Il fine di coloro che praticano sport “estremi” è proprio il provare emozioni molto intense e essere totalmente presi da esse e dal momento attuale.

Il rapporto positivo con l’ansia  ci permette non solo di non perdere il controllo, ma di rafforzarci e aumentarlo. Possiamo cioè usare le emozioni “negative” per aumentare la nostra capacità di controllo anche nelle situazioni più delicate.

Le emozioni e i pensieri si causano a vicenda, il controllo sulla sfera emozionale ha come conseguenza quello sulla sfera mentale (e viceversa).

Quando non cerchiamo di controllare o limitare emozioni e pensieri (perché controllare qualcosa che fa parte della vita e della natura umana?), evitiamo che essi ci controllino.

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